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LE NUVOLE

SEBASTIAN’S
Agosto 25, 2021
Maddalena Crippa
Agosto 30, 2021
SEBASTIAN’S
Agosto 25, 2021
Maddalena Crippa
Agosto 30, 2021
Le Nuvole 2021 - Ph. © Franca Centaro

LE NUVOLE

Leggera ma complessa come l’esistere.

 
Nelle calde sere di questo agosto siracusano Le Nuvole di Aristofane tornano a “mostrarsi” a teatro, invocate dalla regia di Antonio Calenda. Graziosamente vestite di vaporosi tulle colorati, danzanti fra una sobria scenografia dal gusto neoclassico, leggere esse conducono verso una complessa esperienza dell’esistere.
Le Nuvole di Calenda sono “un’edizione brechtiana, surreale, inquieta e crudelmente comica”, per usare le parole dello stesso regista, con cui quella Commedia Antica scritta a ridosso della guerra del Peloponneso, si immedesima in corpi moderni. Dove Passato e Presente si stringono cordialmente la mano, in un intreccio di storie di ieri ma sempre attuali.
Inizia lo spettacolo e un mondo alla rovescia elude, seppur per poco tempo, le regole della vita quotidiana, concedendo al pubblico divertito quell’ilarità carnascialesca capace di far sfidare le paure dei problemi esistenziali e di un futuro incerto. È quel famoso “onomasti komodein”, il deridere comicamente la figura di Socrate che costruisce, battuta dopo battuta, un “presente” composto da tante contraddizioni, in cui, quasi per necessità, si scontrano tradizione e innovazione, vecchio e nuovo, le generazioni, con deformanti risultati. È nel dialogo fra Il Discorso Peggiore e il Discorso Migliore che si gioca poi, l’intera partita. La bella citazione de La Signorina Felicita di Guido Gozzano, inserita nel testo dalla vivace traduzione di Nicola Cadoni, restituisce tutto il peso di una lotta dal finale scontato:
Odore d’ombra! odore di Passato, odore d’abbandono desolato!
Le Nuvole 2021 - Ph.F.Centaro
Le Nuvole 2021 - Ph.F.Centaro
 
La storia di Strepsiade, contadino perseguitato dai debiti, come nel 423 a.C., quando Aristofane la portò in scena in occasione delle Dionisie, fa ancora tragicamente ridere, evolvendo senza altra possibilità verso un’eschilea memoria. Dopo esser riuscito nell’impresa di “iniziare” il figlio Filippide all’arte sofista insegnata da un Socrate grottesco, al solo fine di confutare le leggi e la giustizia, sarà comunque punito. Non pagherà i creditori raggirati, ma le mani di Filippide lo bastoneranno, a dimostrare come Il Discorso Peggiore, tanto da lui desiderato, non sia affatto l’affare migliore.
Queste noi siamo, questo noi facciamo appena ci accorgiamo che un uomo s’invaghisce di azioni disoneste, suadenti lo spingiamo incontro alla rovina. Cosi si rende conto che è meglio non smarrire il timore degli dei” Così si esprime il Coro delle Nuvole, dopo aver assistito alla sovversione di ogni morale, dopo aver partecipato alla sconfitta del Discorso Migliore; parole prive di nostalgia che testimoniano altresì con cruda saggezza, l’inevitabile evoluzione dell’ethos verso nuovi orizzonti.
Tanto altro ci sarebbe da aggiungere a queste riflessioni, ma poiché è d’obbligo il rispetto della sorpresa offerta dallo spettacolo, ci limitiamo a condividere alcune spigolature, tanto apprezzabili.
Ed è così che quei richiami vertiginosi di Aristofane a fatti e personaggi del presente ateniese, qui non perdono l’occasione di ricordare esilaranti accadimenti di un paese anch’esso alla ricerca di un nuovo “ethos”, come l’Italia. Paese in cui gli spergiuri sono ancora vivi come “quello che aveva giurato sul cuore immacolato di (Atena) che mai avrebbe fatto cadere il Governo”.
Le Nuvole 2021 - Ph.F.Centaro
Le Nuvole 2021 - Ph.F.Centaro
 
Dopo “Livermore e Padrissa”, anche la scenografia di Bruno Buonincontri per Calenda è una sfida per lo spettatore. Raffinatamente neoclassica essa esige che si compia un’operazione di verità: tocca al nuovo spettatore delle Nuvole tingere con i propri pensieri il puro bianco dei portici e delle maschere. Forse, ma sarebbe bello poterlo chiedere al regista, una rievocazione nostalgica di un illuminismo pariniano è soffiata fra le Nuvole. Durante le notti siracusane “Il Giorno” potrebbe ricordare lo studio degli antichi per riconsegnare all’arte un accento morale sperso fra frivolezze e ignoranza.
Le Nuvole 2021 - Ph.F.Centaro
 
LUANA ALIANO

Insegna Storia dell’Arte, è Presidente dell’Associazione SiciliAntica per la provincia di Siracusa. Si è occupata di formazione e di didattica applicata ai beni culturali, ha lavorato in un Museo Etnografico a Noto, è stata cultore della materia nella Facoltà di Architettura, ha curato diverse pubblicazioni sul tema dell’innovazione tecnologica applicata ai beni culturali. Non poteva che scrivere per SiracusaCulture.