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Museo Paolo Orsi – che storia!

Feste Archimedee
Aprile 15, 2021
Marcello Bianca
Aprile 16, 2021
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© Ph. Eliseo Lupo

Museo archeologico Paolo Orsi. Che storia!

 
Le radici dell’attuale Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi affondano nel XIX secolo, quando, nel 1809, si concretizzò il progetto del cavaliere Saverio Landolina, notabile siracusano proprietario di una collezione di reperti provenienti anche da scavi da lui stesso effettuati, di dotare Siracusa di un Museo Civico, degno della storia illustre della città aretusea.
L’impulso finale all’opera di fondazione venne dal vescovo Filippo Maria Trigona, il quale non si limitò a donare al futuro museo la ricca raccolta del canonico Giuseppe Logoteta, ma mise a disposizione alcuni dei locali del seminario che costituirono la prima sede dell’istituzione.
Nacque così il Museo Civico, inaugurato nell’aprile 1811 e sugellato dall’approvazione della Segreteria di Stato del Regno di Sicilia, arricchito da altre cospicue donazioni – tra cui le collezioni di Giuseppe Capodieci.
Il primo museo archeologico di Siracusa, Galleria Palazzo Bellomo ©Regione Siciliana
 
L’importanza dell’evento apparve ben chiara sin da subito ai contemporanei, tanto da fissarla in maniera indelebile in un’immagine da tramandare ai posteri: un piccolo olio su tela, oggi esposto presso la Galleria di Palazzo Bellomo a Siracusa, porta il titolo significativo de Il primo Museo Archeologico di Siracusa e raffigura i protagonisti dell’atto di fondazione ritratti all’interno di una ampia sala al cui centro spicca la statua della Venere Anadiomene - che di Landolina porta il nome - già allora icona e simbolo del neonato museo.
E fu subito un museo “vivo”, proiettato all’esterno poiché il Landolina chiese non solo che vi operasse un esperto di antiquaria con il ruolo di conservatore delle opere, ma che lo stesso si dedicasse a compiti didattici, tenendo lezioni di storia e di antiquaria, appunto, ai visitatori e ai giovani cittadini.
Castello Eurialo, Fondo G.Cultrera © Regione Siciliana Soprintendenza
Castello Eurialo Fondo G. Cultrera © Regione Siciliana Soprintendenza SR
 
Negli anni che seguirono l’Unità d’Italia nuove donazioni e altri scavi archeologici amplieranno le collezioni, tanto da rendere necessaria la progettazione di una nuova sede, più vasta e in grado di mettere in mostra un patrimonio che si faceva sempre più ingente. Nel giugno 1876 un decreto del re d’Italia avviava la costruzione di un edificio museale in Piazza Duomo che nel 1878 re Umberto I elevò alla dignità di Museo Nazionale; la nuova sede sarà inaugurata nell’aprile 1886 e Francesco Saverio Cavallari ne assumerà la direzione.
Ma un vero e proprio spartiacque nella storia del museo si colloca nell’anno 1888 quando a Siracusa arriva l’uomo di cui oggi esso porta il nome, l’archeologo roveretano Paolo Orsi, che ne diverrà direttore nel 1891. Dal suo arrivo, grazie alla sua instancabile attività di ricerca sul territorio, fatta di campagne di scavo, ricognizioni condotte a dorso di mulo e continui studi sui materiali rinvenuti, la quantità dei reperti custoditi dal museo aumenterà enormemente, arricchendosi anche di materiali che gettavano luce sulla preistoria siciliana come mai era accaduto in precedenza.


 
Per oltre quarant’anni Orsi lavorerà senza posa, aumentando il numero delle sale aperte ai visitatori sia pur limitato dagli spazi a disposizione e imbrigliato dal criterio espositivo basato sulla tipologia dei materiali nel quale, per il metodo scientifico e cronologico dei suoi studi, faceva fatica a riconoscersi.
Nel luglio del 1933 Orsi riceve la comunicazione della sua “messa a riposo”: il testimone verrà raccolto da Giuseppe Cultrera che continuerà l’opera di ampliamento del museo archeologico e che, allo scoppio della seconda guerra mondiale, inizierà a trasferirne i materiali nelle gallerie del Castello Eurialo per sottrarli al rischio dei bombardamenti, trasferimento che verrà continuato e portato a termine dal suo giovane successore, Luigi Bernabò Brea, subentratogli nel 1941.
Ha inizio così, in anni difficili, un trentennio nel corso del quale l’archeologo ligure dovrà confrontarsi con la complessa riapertura del museo nell’immediato dopoguerra, la trasformazione del territorio siracusano con l’avvio del processo di industrializzazione, il riordino e l’apertura al pubblico del gabinetto numismatico e, infine, il progetto di una nuova sede museale, ormai necessaria anche grazie ai nuovi materiali frutto delle sue ricerche negli anni Cinquanta e Sessanta.
Nasce così l’idea di un nuovo edificio museale, da realizzare nell’area del parco di Villa Landolina e che nella sua articolazione risponda a criteri di scientificità e museografia moderni. Prende vita il progetto iniziato dagli architetti Cabianca e Minissi, poi proseguito dal solo Minissi, a cui danno il loro contributo scientifico Paola Pelagatti e Giuseppe Voza.

Museo Archeologico in Piazza Duomo © Regione Siciliana Soprintendenza SR
Trasporto della Venere © Regione Siciliana Soprintendenza SR
 
Sarà quest’ultimo, nel 1988, a inaugurare il nuovo museo, diventato per effetto della riforma che attribuiva alla Regione Sicilia competenza esclusiva sui beni culturali Museo Archeologico Regionale intitolato, a ragion veduta, a Paolo Orsi. Il risultato finale è una struttura di 9000 metri quadri, con due piani in elevato e uno seminterrato, priva di tramezzi interni e articolata, secondo una struttura modulare, intorno ad un vasto ambiente circolare inscritto in un esagono e che racconta, con criteri topografici e cronologici, la storia del territorio dalle formazioni geologiche che lo caratterizzano, fino agli albori del cristianesimo, passando attraverso il Paleolitico, il Neolitico, l’età del Rame e del Bronzo, le meraviglie della Sicilia greca e romana.
Il Museo Archeologico Regionale Paolo Orsi è, citando le parole di Giuseppe Voza, “un efficace esempio di museo archeologico territoriale (…) articolato in strutture architettoniche appositamente realizzate proprio su tale presupposto” il cui scopo è “palesare la ricchezza di legami delle opere esposte con la storia costruttiva e socio-culturale dell’area geografica di appartenenza”.
Semplicemente, uno dei musei archeologici più importanti del Mediterraneo.
Marzo 2021
 
Museo P.Orsi © Regione Siciliana Ph. Germana Gallitto
Museo P.Orsi Settore A Castelluccio © Regione Siciliana Ph. Giuseppe Mineo
 
© Regione Siciliana, Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – Dipartimento dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana – Soprintendenza per i Beni Culturali, Ambientali e dell’Identità Siciliana – pubblicazione concessa.
Il Museo archeologico regionale Paolo Orsi è un sito del Parco archeologico e paesaggistico di Siracusa, Eloro, Villa del Tellaro e Akrai. Foto su concessione dell’Assessorato dei Beni Culturali e dell’Identità Siciliana con divieto di duplicazione, anche parziale, con qualsiasi mezzo.
© Regione Siciliana – Galleria Palazzo Bellomo
Museo P.Orsi Sala Kamarina © Regione Siciliana Ph. Germana Gallitto
Museo P.Orsi Settore B corredi da necropoli siracusane © Regione Siciliana Ph. Germana Gallitto
 
SALVATORE CHILARDI

Archeozoologo e paleontologo, laureato in scienze e specializzato in beni culturali. Studia il rapporto tra uomini e animali nelle società del passato come risorsa economica, alimentare, simbolo sociale e rituale. Avido lettore di storia e dei classici della letteratura greca e latina, ma anche di saggi di astrofisica e meccanica quantistica, vive perennemente in equilibrio tra il mondo dei numeri e quello delle lettere…e scrive per SiracusaCulture.