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Eugenio Vazzano

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Ph. © Vittorio Gallo

Eugenio Vazzano: mente, mani e cuore

 
Creare con mente, mani e cuore: questa la filosofia che sta alla base della produzione artigianale di Eugenio Vazzano. Artista, stilista, designer di alta moda ma, primo fra tutti, uomo appassionato dei profumi e degli odori della sua terra, dei luoghi della sua infanzia, dell'arte nel suo significato più intimo e profondo. Eugenio ci racconta la sua storia accogliendoci in quel luogo in cui tutto ha avuto inizio: un'antica fabbrica di caponata all'ingresso della sua città natale, Melilli, diventata oggi la cornice ideale di una sensibilità creativa nuova, fresca ma sempre ancorata alla tradizione locale. Dagli abiti, alla linea home e per finire alle “pezze”, in ogni singolo oggetto affiora la singolare storia di quest'uomo.

"Un uomo che lavora con le sue mani è un operaio; un uomo che lavora con le sue mani e il suo cervello è un artigiano; un uomo che lavora con le sue mani, il suo cervello e il suo cuore è un artista" (San Francesco d'Assisi)

Ultimo di sette figli, all'età di 14 anni fu costretto a seguire la famiglia negli Stati Uniti in cerca di fortuna. Se da un lato la permanenza oltreoceano gli consentì di approfondire la sua, allora embrionale, passione per l'arte e la moda, il richiamo alla sua terra, a quei profumi e colori che costantemente si ripresentavano vividi nella sua mente, creavano un vuoto, un desiderio che non poteva che essere soddisfatto se non in maniera onirica. E fu così che ebbe inizio la storia d'amore tra Eugenio e le “cose” della sua terra, nome che tra l'altro diede alla sua prima linea artigianale, “Le cose di Eugenio Vazzano”: oggetti, tessuti, capi di abbigliamento che, in un modo o nell'altro, gli consentivano di accorciare le distanze, sperimentando sfumature sempre nuove di un legame che, in un modo o nell'altro, era stato reciso in tenera età.

 
Alla pari di un Ulisse desideroso di avventure ma con il pensiero fisso alla sua Itaca, terminati gli studi oltreoceano, iniziò a peregrinare spinto dalla volontà di soddisfare la sua sete di conoscenza di quel mondo dell'arte e della moda, tanto attraente quanto vasto e mutevole. Firenze, Campobasso, Milano, Taormina fino a un nuovo approdo oltreoceano, nella calda e brillante Miami: se la distanza dalla sua terra accresceva il desiderio di quei luoghi, nelle nuove città l'artista e l'artigiano accresceva il proprio bagaglio recependo e facendo propri stimoli e sfumature di significato sempre nuove. In quei luoghi approfondiva sì la sua conoscenza dei tessuti, dai meno ai più pregiati, e delle richieste di un mercato sempre più esigente, ma in cuor suo sviluppava il desiderio di affiancare ad essa la sua personalissima storia, quella che gli ricordava la mamma intenta a conservare ritagli di stoffe di ogni sorta in grossi sacchi di iuta per dare vita nuova agli abiti da buttare via! E fu così che riuscì ad impreziosire la filosofia della sostenibilità e del reimpiego con materie prime particolarmente pregiate. Il patchwork fu il perfetto corollario.
 

 
Eugenio ricorda ancora, nelle fasi di peregrinazione, la raccolta di materiale campionario, destinato ad essere dismesso, al quale riusciva a dare nuova energia vitale, la stessa che continua a imprimere, ancora oggi, a corredi e stoffe custoditi nei bauli delle nonne, reinterpetati con colori, forme e linee ispirate all'action painting di Pollock. L'approdo definitivo a Melilli ha suggellato, dopo tanti anni, la nascita del brand Melilli Factory, che custodisce questa lunga storia di amori e avventure intrecciandola alla sapienza dei suoi artigiani. Identificato dal patchwork nello stile, dai toni del blu-mare che si apre allargando lo sguardo verso la costa, del giallo frizzante dei limoni e del rosso lussureggiante del pomodoro, culmina, nel suo marchio, con un'Etna in piena attività vulcanica, arricchita da quei “pennacchi” che sono gli stessi motivi decorativi delle produzioni di Eugenio, a ragione della scelta di reimpiego dei materiali. Tutto trasuda amore per la terra, sostenuto dal costante desiderio di togliere quella polvere di irrilevanza dalle produzioni artigianali della sua Melilli, dalla quale tutto è partito e in cui tutto è tornato.
Gennaio 2021

Vazzano 8 (Small)
Vazzano 3 (Small)
 
MATILDE MAGNANO

Ho studiato e lavoro in Sicilia, la terra che amo. Insegnare è il mio lavoro ma anche una delle mie passioni. Collaboro da molti anni con enti pubblici e privati per iniziative di promozione culturale e turistica, di marketing territoriale. Le mie giornate sono interamente dedicate ai miei studenti e al mio paese d'origine, oggetto di studio e fonte di ispirazione! Ma trovo anche il tempo di scrivere per SiracusaCulture.