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Castello Eurialo

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Ph © Eliseo Lupo

Castello Eurialo e la "difesa attiva"

 
Al culmine della terrazza dell’Epipole che, come suggerisce l’etimo, domina dall’alto l’intera città, l’anello delle mura dionigiane si ricongiunge con uno dei più singolari monumenti che l’antichità greca ci abbia tramandato: progettato da Dionigi e costruito in varie fasi tra il V e il III secolo a.C., il Castello Eurialo si distingue infatti da tutte le fortificazioni precedentemente edificate in quanto - come suggeriscono le evidenze strutturali – è pensato per una “difesa attiva” della città.
In altre parole, Dionigi, l’uomo che per diventare tiranno si era prima ritirato dalla sua carica di polemarco, edificò il Castello sulla base dell’idea strategica che più di tutte lo rappresentava: fare della ritirata il pretesto per l’attacco.
Ma andiamo per gradi.
 
Per prima cosa, la principale via d’accesso alla città, che attraversava la zona più alta e più esposta dell’Epipole, fu sbarrata non da uno - come di consueto - ma da ben tre fossati: procedendo dall’esterno, il primo è un tipico solco lineare, posto a circa 50 metri dalla fortificazione; il secondo, angolato a V, rivolge la punta verso il primo; il terzo fossato, ancora una volta angolato e profondo come gli altri, è il più articolato. La parete del suo margine più esterno, infatti, presenta diversi ingrottamenti, destinati probabilmente alla conservazione di derrate alimentari e di munizioni; la parete del margine opposto, invece, risulta traforata da una serie di gallerie sotterranee che collegano il terzo fossato stesso al resto della fortificazione e, in particolare, al mastio, la vasta area rettangolare in cui venivano convogliate all’occorrenza truppe e macchine belliche. Interessantissima è in particolare l’amplissima scalinata sotterranea che raccorda il fondo del terzo fossato alla lingua di terra tra il secondo e il terzo fossato, da cui le truppe potevano contrastare l’avanzata nemica.
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Sul lato del mastio che guarda ai fossati e dà le spalle alla “testa del chiodo” – è proprio questo che significa “Eurialo” – sorgevano cinque torri, cuore pulsante della difesa “attiva” della fortificazione: la loro conformazione e quella delle scale che ad esse conducono, ci suggerisce infatti che scopo principale delle torri non fosse quello di bloccare “passivamente” l’avanzata nemica, ma quello di poter essere dotate velocemente di complesse macchine belliche con cui “difendersi attaccando” il nemico pericolosamente vicino.
 
È probabile che lo stesso Archimede, nel III secolo a.C., sia intervenuto personalmente nella messa a punto di simili macchine, specializzate certamente nel lancio di quei pesanti proiettili rinvenuti e tuttora custoditi nelle vicinanze del Castello.
 
La cosa che più affascina di questo monumento è il suo stato di conservazione che, nonostante l’inclemenza del tempo e degli agenti atmosferici, lascia ancora oggi perfettamente leggibile l’idea dell’antico. Lo stesso vale per l’area circostante, rimasta quasi del tutto estranea ai fenomeni di speculazione edilizia che hanno interessato la città negli ultimi decenni, grazie anche alla tenacia della Soprintendenza di Siracusa, che per la tutela di quest’area ha lottato e lotta ancora.
Ma forse il vero merito è il suo, del Castello Eurialo: che non si dica che ha perso la tempra di un tempo, il buon vecchio! Continua a difendersi eccome - e non ha alcuna intenzione di cedere al nemico, benché armato di cemento.
Dicembre 2020
 
SalvoCanto

Drammaturgo, produttore teatrale, attore, cantante, musicista, educatore siracusano. Il mio più grande difetto è l’impegno che profondo nella missione di allungare questa lista…fino al punto di scrivere per SiracusaCulture.
 
Dal Castello Eurialo guardando verso nord
Le torri del mastio