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I giardini di Villa Reimann

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Ph. © S.K.

I Giardini di Villa Reimann

 
«...una delle più suggestive di Siracusa, da cui si affaccia ai piedi della collina che dolcemente degrada, interrotto dal verde dei giardini e degli orti, il cerchio ceruleo del porto, chiuso dalla mite linea dei colli e lontano dall'azzurro del mare Ionio...». Così nel 1940, in una lettera al Ministro delle Belle Arti, la nobildonna danese Christiane Reimann descriveva quella villa costruita nel 1881, da lei acquistata nel 1933 e donata al Comune di Siracusa nel 1976 affinché la destinasse a «perenne sede di attività formative ed educative, manifestazioni culturali di rango universitario o di elevato interesse intellettuale, aventi lo scopo di contribuire al progresso civile della città».
Villa Reimann sorge nel cuore della città a poca distanza dal Teatro Greco. Il suo giardino, al cui interno la nobildonna riportò alla luce una necropoli greca a "grotticelle", primeggia ancora oggi per l'originalità nella composizione e soprattutto per la qualità e quantità di specie vegetali esotiche.
Villa Reimann e i suoi giardini

„...una delle più suggestive di Siracusa, da cui si affaccia ai piedi della collina che dolcemente degrada, interrotto dal verde dei giardini e degli orti, il cerchio ceruleo del porto, chiuso dalla mite linea dei colli e lontano dall'azzurro del mare Ionio...”
Il parco si estende oggi per circa 17000 mq ed é circondato da una fascia di cipressi ed olivi che isolano la villa dal contesto urbano del tutto edificato. In primavera un gradevole profumo di zagara accoglie il visitatore che percorre il viale di ingresso alla villa. Alla Reimann si deve l'impianto a sesto regolare del "Giardino delle Esperidi", l'agrumeto posto nella zona Nord del parco. A Sud sì sviluppa un "giardino esotico" di tipo collezionistico composto da una doppia serie di aiuole, attorno ad una fontana che nel tempo ha mantenuto nella sua semplicità la bellezza e il fascino dello schema classico originario. Dal gazebo in legno costruito sulla sommità di una collinetta artificiale, si gode ancora oggi un panorama unico che comprende il Parco Archeologico di Neapolis e la città nuova fino alla bellissima isola di Ortigia.
Nel giardino non manca naturalmente l'elemento acqua che, come nei giardini dell'Islam, è valorizzata dalla presenza di fontane, vasche e pozzi. L'acqua viene anche condotta per caduta naturale in antiche saje per l'irrigazione puntuale di tutto l'agrumeto e del giardino esotico.

 
Le collezioni vegetali, prevalentemente costituite da piante originarie di regioni con clima simile a quello termomediterraneo secco della fascia costiera siciliana, comprendono oltre 200 specie botaniche di grande interesse scientifico, con migliaia di esemplari che integrano anche un valore didattico, turistico e paesaggistico.
Circa un terzo della consistenza botanica appartiene alle diverse famiglie di succulente, in parte collocate in maniera originale nella cornice esterna di una gradinata a chiocciola che conduce al belvedere della villa: Agavaceae, Apocynaceae, Cactaceae, Crassulaceae, Euphorbiaceae, Liliaceae, Mesembrianthemaceae. Di rilievo sono anche le Palmae e le Cycadaceae con i generi Erithea, Livistona, Chamaerops, Phoenix, Howea, Sabal, Jubaea, Washingtonia e Cycas. Dalle piccole aiuole bordate da arbusti sempreverdi emergono qua e là, senza un apparente ordine, piante di origine tropicale e subtropicale: Ficus lyrata, Phytolacca dioica, Doxanta unguis cati, Acca sellowiana, Monstera deliciosa, Syzigium cumini.

 
Il giardino esotico accoglie anche alcune specie profumate e dai colori talmente vistosi da far dimenticare la pericolosità delle linfe velenose essudanti dai loro tessuti o i principi tossici racchiusi nel seme o nella polpa dei loro frutti. La sola famiglia delle Apocynacee ne conta tre: l'Oleandro (Nerium oleander), l'Oleandro giallo (Thevetia peruviana) e l’Acocantera (Acocanthera venenata), utilizzata per abbattere persino gli elefanti con le frecce intinte nei propri umori. Non meno tossiche sono la tromba degli angeli (Datura arborea) e l'albero della nebbia o "scotano" (Cotinus coggygria), una anacardiacea le cui infruttescenze, in estate, assumono l'aspetto di nebbia.
Intorno alla metà del Novecento, il patrimonio botanico di Villa Reimann è stato censito e catalogato; il parco è stato restaurato, dotato di adeguata segnaletica e aperto al pubblico.
Novembre 2020
 
ANTONINO ATTARDO

Agronomo e paesaggista, specializzato in divulgazione agricola. Progettista e direttore dei lavori di sistemazione a verde di numerosi parchi pubblici e giardini privati e del restauro di diversi sentieri natura e di forestazione nel territorio ibleo. Socio fondatore e primo Presidente della Sezione Sicilia dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, attualmente è componente della Speciale Commissione “Osservatorio Regionale per la qualità del paesaggio in Sicilia”. Premio nazionale “Città per il verde” nel 2000 e nel 2013, ha ricevuto una menzione speciale dal Ministero dei Beni Culturali nella candidatura al V Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa per il progetto di recupero degli antichi percorsi e valorizzazione dei paesaggi delle cave nel Val di Noto.
 
foto Attardo 11 Villa Reimann 8 © Ph. Antonio Gerbino
foto Attardo 3 Villa Reimann