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Il limone di Siracusa

Biblioteca Alagoniana
Gennaio 8, 2021
Egle Palazzolo
Gennaio 17, 2021
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Egle Palazzolo
Gennaio 17, 2021
Ph. © Antonino Attardo

Storia e identità di un paesaggio

 
Se si dovesse individuare un simbolo rappresentativo della storia e dell’identità del paesaggio di Siracusa, non v’è dubbio che il limone potrebbe esserlo a pieno titolo. Numerosi sono infatti i riferimenti a questo frutto sia nella letteratura che nella iconografia religiosa e popolare.
L’infinità dei lussureggianti giardini di limoni nelle contrade siracusane è ampiamente documentata già nella letteratura araba dal poeta siculo arabo Ibn Hamdis e nel periodo normanno dalle descrizioni di Edrisi geografo del re Ruggero. I Normanni apprezzarono molto gli agrumi, tanto è vero che pur lasciando la proprietà della terra agli indigeni, introdussero un nuovo lessico agrario: lumie per i limoni, e Jardinum, che in Sicilia prenderà poi il nome di agrumeto.

Il Limone di Siracusa IGP


"Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni, ove scintillano sopra bruno fogliame arance d’oro?...”

La coltura del limone di Siracusa si estende oggi lungo la fascia litoranea del mare Ionio, da nord a sud per circa 50 km., è profonda mediamente 10 km., ha una esposizione uniforme a levante. Seppure dislocata su un vasto arco costiero, la coltura ha sufficienti e prevalenti caratteri di omogeneità che riguardano il clima, le tipologie della specie e delle varietà coltivate, la specializzazione degli addetti, l’organizzazione produttiva, il mercato.
Il paesaggio costiero è interconnesso con quello più interno dell’altopiano ibleo attraverso micropaesaggi di limoneti adagiati dolcemente sulle sponde delle fiumare, oppure coltivati fino a ridosso delle golene insieme a piccoli orti e a piante da frutto quali nespoli, noci, e gelsi, oppure lungo le valli delle stesse, disposti su terrazze realizzate in muri a secco nei versanti più caldi esposti a sud. In questi casi i limoneti penetrano nell’entroterra lungo corridoi ecologici, financo a quindici chilometri dalla costa.
 
Nella sua struttura il paesaggio del limone si presenta con piccoli o grandi appezzamenti omogenei di filari sempreverdi a sesto regolare, a volte cinti a nord da filari di cipressi, che hanno la funzione di proteggere gli impianti arborei dai venti freddi e di olivi che hanno anche una funzione produttiva.
Nella pianura, i limoneti con la loro presenza contrassegnano il paesaggio agrario degli orti irrigui, custodiscono isole di biodiversità, agroecosistemi in equilibrio in cui il ciclo della vita, dagli insetti pronubi alla vegetazione che cresce spontanea alla base degli alberi, rappresenta il filo conduttore per produzioni sostenibili.
Il paesaggio del limone si percepisce e si comprende anche con l’olfatto. Non c’è stagione in cui sia assente o il profumo della zagara o quello degli oli essenziali dei frutti.
Qui è facile scoprire dolci fragranze di colonie che ricordano i vicini paesaggi costieri, dal profumo del sale e della brezza marina.

Agrumi nella latomia del Paradiso

Limoni nel giardino pensile del Archivescovado


 
Il paesaggio del limone ha uno stretto rapporto con i siti archeologici, i miti e la storia delle civiltà che hanno popolato questa terra ma anche con i luoghi naturali protetti e le ville storiche di Siracusa.
È presente intorno ai resti del Tempio Dorico di Giove Olimpico alle porte della città, sia all’interno delle millenarie cave di pietra di età greca: le più antiche latomie del Paradiso all’interno dell’Area Archeologica della Neapolis, che nei giardini cinquecenteschi delle latomie dei Cappuccini.
E poi all’interno dei più moderni giardini ottocenteschi di acclimatazione della contrada di Teracati, come nel giardino storico di Villa Reimann a due passi dalla tomba di Archimede. In questi luoghi il limone fiorisce là dove fiorisce la Jacaranda, il gelsomino comune, la murraja esotica e la bouganvillea, con altre migliaia di specie mediterranee e tropicali.
 
 
 
Zagara del limone di Siracusa

 
Limoneti storici sono compresi, nel Sollazzo del castello di Federico II di Svevia in Contrada Targia, altri circondano le torri fortificate costruite lungo tutta la costa come sistemi di avvistamento e difesa già nel 1405 contro le incursioni nemiche di Turchi e Saraceni. Coprono estesamente il territorio della Riserva Naturale alle porte della città di Siracusa dove nasce e scorre il mitico fiume che porta il nome della Ninfa Ciane e dove cresce spontaneo il Papiro. Limoneti si trovano in zona B anche all’interno del perimetro di altri siti naturalistici tra i più protetti e suggestivi della Sicilia Orientale: la Riserva Naturale Orientata Oasi faunistica di Vendicari e quella di Cava Grande del Cassibile.
Nel cuore di Ortigia un singolare limoneto fa mostra di sé nel giardino pensile dell’Arcivescovado che si affaccia sulla piazza del Duomo. Un giardino morale di frutti virtuosi, spirituali e benefici che traendo origine dall’interesse per i pomi d’oro del giardino delle Esperidi, ha consentito a questi agrumi di assumere un carattere di rispettabilità accettabile anche da parte della Chiesa.
Questa è la terra che Goethe cantò con i seguenti versi: “Conosci tu la terra dove fioriscono i limoni, ove scintillano sopra bruno fogliame arance d’oro?”.
Aprile 2020
appunti per una storia del limone
 
ANTONINO ATTARDO

Agronomo e paesaggista, specializzato in divulgazione agricola. Progettista e direttore dei lavori di sistemazione a verde di numerosi parchi pubblici e giardini privati e del restauro di diversi sentieri natura e di forestazione nel territorio ibleo. Socio fondatore e primo Presidente della Sezione Sicilia dell’Associazione Italiana di Architettura del Paesaggio, attualmente è componente della Speciale Commissione “Osservatorio Regionale per la qualità del paesaggio in Sicilia”. Premio nazionale “Città per il verde” nel 2000 e nel 2013, ha ricevuto una menzione speciale dal Ministero dei Beni Culturali nella candidatura al V Premio del Paesaggio del Consiglio d’Europa per il progetto di recupero degli antichi percorsi e valorizzazione dei paesaggi delle cave nel Val di Noto.